Cumulo e Casse Professionali

Il Cumulo

Riscatti


In generale possono essere riscattati presso l'INPS soltanto i periodi (o le frazioni di essi) che non siano coincidenti con altri di lavoro effettivo o già riscattati o ricongiunti.

Il riscatto del servizio militare è gratuito ma non è automatico, bensì a domanda.

Sono invece onerosi i riscatti:
- dei periodi di durata legale dei corsi di laurea e di specializzazione (dal luglio 1997, anche se i titoli relativi non sono richiesti per il posto ricoperto);
- dei periodi di tirocinio pratico ospedaliero (di cui alla legge 18 aprile 1975 n.148, in seguito abolito).

Prima del 1997 in caso di riscatto, i periodi di studi universitari venivano calcolati a ritroso, dalla data di conferimento della laurea (articolo 69 del regio decreto legislativo 3 marzo 1938 numero 680).
A partire dal 12 luglio 1997 la valutazione dei periodi di studi universitari è effettuata a partire dall’inizio dell’anno accademico di iscrizione all’università (decreto legislativo numero 184 del 1997).

Diritto e misura
Poiché gli anni riscattati sono equiparati a quelli effettivi, il riscatto è finalizzato normalmente ad accrescere l’entità della pensione futura ("la misura") e ad acquisire il requisito minimo di anzianità contributiva ("il diritto").
Il "diritto" è stato reintrodotto per le pensioni INPS dall' art.77 della legge n.247 del 2007 (protocollo del welfare): "i periodi riscattati ...sono utili ai fini del raggiungimento del diritto a pensione".
Da notare che invece l'Enpaf, la cassa dei farmacisti, arbitrariamente non riconosce più il diritto a chi aveva pagato quando valeva: se vuoi saperne di più clicca qui.
Inoltre, gli anni riscattati sono collocati, temporalmente, nei periodi cui si riferiscono, cosa importante per il sistema di calcolo (retributivo e/o contributivo) in relazione all’anzianità utile posseduta al 31.12.1995.

Il costo
La data di presentazione della domanda definisce il momento a cui deve essere riferito il calcolo del contributo da porre a carico del richiedente.
Il costo del riscatto è calcolato con il sistema retributivo per i periodi anteriori al 1° gennaio 1996, con il metodo contributivo per i periodi successivi, e con il metodo misto nell’ipotesi che gli anni siano a cavallo della data di cui sopra.
I riscatti di periodi di studio che si pongono temporalmente prima del 1996, sono determinati, quanto al loro costo, in base a due parametri: la retribuzione annua lorda alla data di domanda e il coefficiente di capitalizzazione relativo all’età posseduta alla stessa data; entrambi questi parametri crescono con il passare degli anni, per cui la domanda è più conveniente se presentata prima.
Per la determinazione dell’onere di riscatto nel sistema contributivo viene considerato:
- la retribuzione media dei 12 mesi precedenti la domanda di riscatto;
- l’aliquota contributiva vigente alla data della domanda;
- il numero di anni da riscattare.
L’onere sarà pari all’importo dei contributi che, sulla base della retribuzione media, il lavoratore avrebbe versato se avesse lavorato per il numero di anni oggetto del riscatto.

Pagamento
La legge 247/2007 ha modificato le modalità di pagamento dei riscatti.
Il riscatto fino al 2007 poteva essere pagato in unica soluzione o rateizzato in 5 anni, se richiesto all’INPS o, al massimo, in 15 anni se effettuato presso l’INPDAP dal dipendente pubblico (sulle rateizzazioni dei riscatti richiesti prima del 2008 sono applicati interessi ad un tasso medio del 3,5%).
A partire dal 1° gennaio 2008, soltanto per le domande presentate da tale data, il riscatto può essere pagato in unica soluzione o in 120 rate mensili e senza interessi.

Irpef
L’art.13 del d.lgs. n. 47/2000 ha equiparato, ai fini Irpef, i contributi “versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza”, ai contributi obbligatori, per cui, le somme versate a titolo di riscatto e/o contribuzione volontaria sono interamente deducibili dal reddito imponibile Irpef.

Rate in pensione
L'INPS, con il messaggio n.3190 del 22.8.2018 del Direttore Generale Vicario, Vincenzo Damato, ha arbitrariamente chiesto il pagamento del debito residuo dei ratei dei riscatti di laurea con questa pseudo-motivazione:"In mancanza di una espressa previsione normativa, sulle pensioni da totalizzazione o cumulo non possono quindi essere effettuate trattenute per il pagamento di oneri per riscatti che devono, dunque, essere interamente versati prima dell’accesso alla prestazione. Nelle ipotesi di pagamento rateale in corso, affinché il periodo da riscatto sia interamente valutato, i soggetti richiedenti dovranno corrispondere l’onere residuo in unica soluzione".
La pretesa dell'INPS dell'estinzione anticipata del residuo debito dell'onere di riscatto di laurea in unica soluzione è palesemente illegittima in quanto la "previsione normativa" esiste da tempo, grazie alla norma generale stabilita dalla legge (non modificata successivamente e tuttora in vigore) che regola il pagamento delle rate di riscatto dei periodi di studio una volta in pensione: la legge 8 agosto 1991 n.274, il cui art.10 stabilisce che il contributo di riscatto può essere versato in rate mensili; nei casi di cessazione dal lavoro il debito residuo del contributo di riscatto viene recuperato in unica soluzione mediante incameramento delle intere prime rate di pensione, ovvero con ritenute mensili sul trattamento di pensione.
Pertanto chi riceve tale richiesta dall'INPS ha il diritto di presentare un ricorso d'urgenza al Giudice del Lavoro o alla Corte dei Conti, che entro pochissime settimane, in base alla legge, non potrà che ordinare all'INPS di erogare la pensione in cumulo, trattenendo le rate mensili sulla pensione esattamente come prima sullo stipendio.
Un altra possibilità, in caso di arretrati di pensione tali da superare l'importo del debito residuo di riscatto, è la compensazione: l'INPS può detrarre dall'arretrato l'importo restante del riscatto (detratti gli interessi sulle rate non versate).



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