Cumulo e Casse Professionali

Tutto sul cumulo dei contributi previdenziali dei professionisti




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Hanno finalmente ricevuto la meritata Pensione in Cumulo 87 professionisti

(i risultati in dettaglio sono alla pagina "In Pensione col Cumulo"



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Dopo 710 giorni
dall'entrata in vigore della legge,
e dopo 259 giorni
dalla convenzione INPS-AdEPP


Manca ancora l'adesione di ENASARCO (commercio)



Anche l'ENPAB (biologi) e l'ENPAIA (agricoltura) hanno firmato la convenzione!

e persistono inefficienze


Vergognosi ritardi
Il numero di pensioni in cumulo effettivamente erogate risulta essere molto limitato e persiste ancora un notevole numero di pratiche inevase giacenti dal 2017.
Questo anche perché la piattaforma informatica "CUMUL", predisposta dall'Inps per lo scambio di dati con le Casse Professionali interessate al Cumulo contributivo, risulta essere così poco funzionale che viene riferito che in molte sedi Inps i funzionari non riescono a utilizzarla (bloccando di conseguenza le pratiche delle pensioni) e spesso risulta temporaneamente non funzionante.
La piattaforma CUMUL è progettata così male che se dopo che sia l'INPS che la Cassa Professionale hanno inserito i dati, qualora viene apportata una minima modifica da uno dei due Enti, la piattaforma CUMUL si blocca e l'altro Ente non viene avvisato del blocco!

e illegalità dell'INPS

La Legge n.140 del 1997
all'art.3 stabilisce: "Il trattamento pensionistico dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, è corrisposto in via definitiva entro il mese successivo alla cessazione dal servizio. In ogni caso l'ente erogatore, entro la predetta data, provvede a corrispondere in via provvisoria un trattamento non inferiore al 90 per cento di quello previsto, fatte salve le disposizioni eventualmente più favorevoli".
Questa disposizione di legge tiene conto del disagio economico dei dipendenti pubblici che, per poter andare in pensione sono obbligati a dimettersi e quindi, avendo cessato il servizio, non percepiscono né stipendio né TFR/TFS (che viene erogato solo dopo due o più anni ai dipendenti pubblici).
L'INPS, del tutto indifferente al disagio economico ed esistenziale di chi si ritrova alla fine della sua carriera professionale, con famiglia a carico, senza redditi per molti mesi a causa delle lungaggini burocratiche ed inefficienze dell'ente previdenziale con più impiegati di tutta l'Europa, ritiene non applicabile questa legge al cumulo in quanto pensione mista pubblica/privata, ma dimentica che comunque vale per la quota relativa ai contributi quale dipendente pubblico ed è capace di non erogare assolutamente nemmeno un euro a chi aspetta la pensione anche da più di un anno.

La Legge n.274 del 1991
all'art.10 stabilisce: "Il contributo di riscatto dei periodi di studio può essere versato in rate mensili; nei casi di cessazione dal lavoro il debito residuo del contributo di riscatto viene recuperato in unica soluzione mediante incameramento delle intere prime rate di pensione, ovvero con ritenute mensili sul trattamento di pensione".
L'INPS fa come se questa legge non esistesse e il Direttore Generale Vicario, Vincenzo Damato, scrive il messaggio n.3190 del 22.8.2018 in cui al punto 9 afferma che: "In mancanza di una espressa previsione normativa, sulle pensioni da totalizzazione o cumulo non possono quindi essere effettuate trattenute per il pagamento di oneri per riscatti che devono, dunque, essere interamente versati prima dell’accesso alla prestazione. Nelle ipotesi di pagamento rateale in corso, affinché il periodo da riscatto sia interamente valutato, i soggetti richiedenti dovranno corrispondere l’onere residuo in unica soluzione".
Invece diversi medici si sono visti pretendere dall'Inps il pagamento anticipato e in unica soluzione dei riscatti di laurea (chiesti anche 30 anni prima e autorizzati dall'INPDAP/INPS decenni dopo) con la scusa che questa legge non si applicherebbe al cumulo in quanto pensione mista pubblica/privata, dimenticando che il riscatto INPS è relativo alla parte pubblica!
Per altro, per evitare di far pagare anche gli interessi sulle rate non più concesse, l'INPS deve ricalcolare tutto il piano di ammortamento del riscatto, con ulteriore perdita di tempo e danno a carico di chi aspetta la pensione ed è costretto a vivere d'aria!

La circolare INPS n.140/2017
al secondo comma del punto 2 afferma: "Nel caso in cui il soggetto interessato al cumulo risulti da ultimo iscritto a più forme assicurative ha facoltà di scegliere quella alla quale inoltrare la domanda".
Dove il termine da ultimo non può che riferirsi all'ultimo giorno di lavoro prima della pensione, ma l'INPS di Roma Montesacro ha rigettato la domanda di pensione di vecchiaia in cumulo di una dottoressa (presentata mentre era dipendente, quindi afferente all'INPS) sostenendo che la domanda doveva essere presentata all'ENPAM, in quanto l'interessata, come tutti i medici e gli altri saniatri dipendenti pubblici ha pagato i contributi all'Enpam per tutto l'anno solare.
Da notare che la "reiezione" della domanda è avvenuta ben oltre i 90 giorni che la legge stabilisce come termine assoluto in cui la pubblica amministrazione deve rispondere!

Il combinato disposto delle due leggi sul cumulo
(la n. 228 del 2012 al comma 246 e la n. 323 del 2016 al comma 195) stabilisce che: "Per la determinazione dell'anzianità contributiva rilevante ai fini dell'applicazione del sistema di calcolo della pensione si tiene conto di tutti i periodi assicurativi non coincidenti accreditati".
Invece l'INPS, con la circolare n.140 (partorita dopo solo 10 mesi di gestazione) ritiene che: "Per la determinazione dell’anzianità contributiva rilevante ai fini dell’applicazione del sistema di calcolo [retributivo o contributivo fino al 1995 o al 2012] deve essere presa in considerazione solo la contribuzione maturata dall’interessato presso le gestioni INPS", escludendo i contributi versati dai professionisti nelle Casse Professionali.

Cancellazione dall'ordine professionale
Se qualche sede dell'INPS si ostina a sostenere che per accedere alla pensione anticipata in cumulo sarebbe necessaria la cancellazione dall'ordine, fate presente che, a seguito delle nostre proteste, all'apertura della procedura di cumulo compare dal 22.5.2018 una news di servizio che informa che non è richiesto il requisito della cancellazione dall'albo professionale né per la pensione di vecchiaia né per la pensione anticipata.

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