Cumulo e Casse Professionali

Questioni Aperte: ENPAF perdita bonus disoccupati

ENPAF: Perdita Bonus Disoccupati


Sono 1549 i farmacisti che a gennaio 2019 potrebbero esaurire il bonus disoccupati ENPAF, quindi costretti a cancellarsi dall'albo.
Molti non sanno che i farmacisti dipendenti, oltre a pagare l'INPS, sono costretti a pagare, a proprie spese, una seconda previdenza quale l'ENPAF (l'Ente Nazionale Previdenza Assistenza Farmacisti), per un obbligo di legge che risale al 1946.
Tale obbligo prevede che l'iscrizione all'Enpaf sia contestuale con l'iscrizione all'Albo dei Farmacisti.
Mentre la quasi totalità delle casse private ha un sistema di pagamento dei contributi con aliquote proporzionali al reddito e un sistema di calcolo della pensione col metodo contributivo, Enpaf ha un sistema a quote fisse e prestazione definita.
La quota annuale ENPAF è uguale per tutti e corrisponde a 4.400€ circa, e può essere ridotta al 15% o al 3%-1% a seconda dell'anno di prima iscrizione (prima o dopo il 2004), per i farmacisti dipendenti e disoccupati.
Il regolamento Enpaf è atipico e cervellotico, per cui i dipendenti e i disoccupati rischiano in varie situazioni di precarietà lavorativa, inattività e addirittura disoccupazione, di perdere “la riduzione” e trovarsi a dover pagare all'Enpaf cartelle da 2.200€ o 4.400€ annualmente.
In parole semplici, Enpaf chiede ai suoi iscritti farmacisti, affinché possano beneficiare della riduzione, dei requisiti lavorativi e di disoccupazione, e relative tempistiche di iscrizione all'albo, che se inosservati portano alla perdita della riduzione massima richiesta.
L'esempio più eclatante è dato dalla norma “perdita bonus disoccupati”, che prevede che il farmacista iscritto all'Albo che supera i 5 anni di iscrizione e disoccupazione (anche frazionati), perde la possibilità di pagare la quota "ridotta al massimo" ed è costretto a pagare circa 2.200€ all'anno per mantenere l'iscrizione all'albo in stato di disoccupazione.
Ovviamente questi disoccupati sono costretti a cancellarsi dall'Albo, si allontanano dalla professione e inevitabilmente scompaiono dalle statistiche della disoccupazione dei farmacisti.
Inoltre, quando cercano un nuovo lavoro, devono preoccuparsi che abbia una durata superiore a 6 mesi e un giorno nell'anno, oppure se di durata inferiore, sono costretti a iscriversi e a cancellarsi dall'albo, se necessario, alla fine del periodo lavorativo, osservando una normativa "molto complicata".
Si crea quindi una situazione paradossale per questi farmacisti precari, causata da un regolamento astruso, a cui Enpaf tarda a dare una soluzione.
Per questo motivo, un gruppo di farmacisti dipendenti, tra cui gli amministratori del gruppo Facebook Farmacisti Uniti per Abolire l'ENPAF e altri farmacisti iscritti al Comitato "Cumulo e Casse Professionali", nella convinzione che la norma in questione sia manifestatamente in contrasto con l'art.38 della Costituzione Italiana, vuole unire i colleghi farmacisti dipendenti e disoccupati, intenzionati a fare causa all'Enpaf, in quanto danneggiati dalla norma del regolamento dell'ente "PERDITA BONUS DISOCCUPATI".

POSSONO ADERIRE A QUESTA CAUSA I FARMACISTI CHE A PARTIRE DAL 3°ANNO (CONCLUSO), FINO AL 5°ANNO ( ANCHE IN CORSO ) DI DISOCCUPAZIONE E ISCRIZIONE ALL'ALBO, HANNO RITENUTO OPPORTUNO, IN STATO DI DISOCCUPAZIONE, CANCELLARSI DALL'ALBO O SI CANCELLERANNO ENTRO IL 2018, PER IL TIMORE DI MATURARE I 5 ANNI (o i 6 o 7 anni nel triennio 2016-2018) DI DISOCCUPAZIONE E ISCRIZIONE, CHE PORTANO ALLA PERDITA BONUS DISOCCUPATI.
POSSONO ADERIRE A QUESTA CAUSA ANCHE COLORO CHE AVENDO PERSO IL BONUS DISOCCUPATI, HANNO PAGATO IL 50% DELLA QUOTA INTERA IN STATO DI DISOCCUPAZIONE.

Sono finora interessati a questa problematica n. 3 professionisti.
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