Cumulo e Casse Professionali

Questioni Aperte: Rate Riscatto Laurea INPS

Il Pagamento delle Rate Residue del Riscatto di Laurea
(e altri periodi di studio) presso l'INPS-exINPDAP


Dopo 3-4 mesi dall'inizio delle liquidazioni delle pensioni in cumulo, l'INPS ha escogitato un altro modo per scoraggiare le domande di pensione in cumulo, inventandosi un balzello.
Con studiata strategia ha iniziato a chiedere il pagamento - anticipato e in unica soluzione - delle rate non ancora pagate dei riscatti di laurea ad un paio di medici, minacciando la non erogazione della pensione in caso contrario.
Ecco cosa ha testualmente scritto l'INPS a due colleghi di Pesaro e di Firenze: "Sulla base delle indicazioni operative fornite dalla Direzione Centrale, comunico che, alla luce delle diverse discipline esistenti tra le gestioni pensionistiche ed in assenza di specifiche disposizioni per le pensioni in cumulo, il dipendente pubblico non può essere autorizzato alla prosecuzione del pagamento in forma rateale dell'onere di riscatto o ricongiunzione. Pertanto per poter procedere con la liquidazione della Sua pensione dovrà provvedere all'estinzione anticipata del residuo debito dell'onere di riscatto di laurea in unica soluzione".
Poi, visto il successo della manovra, l'INPS ha generalizzato tale pratica ricattatoria.
Il Comitato, con una PEC del 19 giugno 2018, ha diffidato l'INPS a pretendere questo pagamento, in quanto assolutamente contrario a quanto disposto dalla legge n.274 del 1991 che all'art.10 stabilisce: "il contributo di riscatto dei periodi di studio può essere versato in rate mensili; nei casi di cessazione dal lavoro il debito residuo del contributo di riscatto viene recuperato in unica soluzione mediante incameramento delle intere prime rate di pensione, ovvero con ritenute mensili sul trattamento di pensione".
Ma l'INPS ha proseguito imperterrito, mostrando ancora una volta l'attenzione che pone l'istituto previdenziale pubblico al rispetto delle leggi.
Anzi sembra che alcuni medici si siano visti pretendere dall'Inps addirittura il pagamento anticipato e in unica soluzione di un importo che comprende non solo delle rate future ma addirittura degli interessi sulle rate non più concesse!
Da notare che l'INPS non fa alcun problema nel proseguire la rateazione dei riscatti di laurea ai pensionati ex-dipendenti pubblici che non si avvalgono del cumulo contributivo e la cui pensione viene gestita nell'ambito dell'Inps dall'ex Inpdap, ora "Gestione Pubblica".
Il 22 agosto 2018 il Direttore Generale Vicario, Vincenzo Damato, ha firmato il messaggio n.3190 in cui al punto 9 si afferma che: "In mancanza di una espressa previsione normativa, sulle pensioni da totalizzazione o cumulo non possono quindi essere effettuate trattenute per il pagamento di oneri per riscatti che devono, dunque, essere interamente versati prima dell’accesso alla prestazione. Nelle ipotesi di pagamento rateale in corso, affinché il periodo da riscatto sia interamente valutato, i soggetti richiedenti dovranno corrispondere l’onere residuo in unica soluzione."
Il Direttivo del Comitato contesterà in un prossimo incontro con la dott.ssa DiMichele, Didettore Generale dell'INPS, la pretesa dell' INPS in quanto assolutamente illegittima; infatti, oltre al dettato della legge 275/1991, c'è da considerare che i riscatti sono stati chiesti molti anni fa, quando i professionisti erano all'inizio della carriera (essendo molto più onerosi in età matura) e, all'epoca, era prassi dell'INPDAP (ente cui è subentrato l'INPS) rispondere dopo decenni, questo nonostante la legge 140 del 1990 impone tempi non superiori a 90 giorni. Se l'INPDAP avesse liquidato le pratiche dei riscatti in tempi meno biblici le rate sarebbero terminate da diversi anni e il problema non si sarebbe nemmeno posto.
Peraltro nelle determine di approvazione dei riscatti non vi è alcuna clausola limitativa del pagamento rateale, salvo l'aggiunta degli interessi.
Il comportamento dell'INPS, oltre ad essere ricattatorio, è palesemente rivolto a scoraggiare dal chiedere la pensione in cumulo proprio i pochi professionisti, che avendo riscattato la laurea, sono praticamente i soli che raggiungendo i 18 anni di anzianità contributiva maturata entro il 1995, hanno diritto al calcolo retributivo fino al 2011.
Qualora l'INPS non receda sarà necessario per gli interessati che non vogliono o non possono subire la pretesa ricattatoria dell'INPS rivolgersi al Giudice del Lavoro ed eventualmente denunziare l'INPS alla Procura della Repubblica.

Sono finora interessati a questa problematica n. 2 professionisti.
Se sei interessato anche tu e ancora non ti sei iscritto, clicca qui